Tutte le passioni di Sebastian Di Bin

Esce il 14 febbraio il nuovo CD "...Soul Movie..." del musicista udinese con dieci composizioni originali e quattro cover

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Created by Dejan Bozovic · Interview

Udinese di nascita e maniaghese di adozione, Sebastian Di Bin è certamente un pianista di calibro e fama internazionali, testimoniati dall'immancabile entusiasmo del pubblico e della critica nonché da un vasto palmares di grande prestigio. Il tocco raffinato ed emozionante, nutrito da uno straordinario rigoglio tecnico e da una palpitante vena poetica, è ormai il suo ben noto segno distintivo, però il giovane musicista possiede ed esercita altre virtù artistiche sinora meno conosciute, seppure ugualmente meritevoli di attenzione. Di Bin, infatti, sempre più tempo dedica alla composizione, alla poesia, alla scrittura dei testi e delle colonne sonore per i film, intrecciando ufficialmente queste sue passioni di vecchia data attraverso un Master Universitario in Composizione di musica per film presso la Facoltà di Lettere e Filosofia e il Conservatorio “J. Tomadini” di Udine, sotto la guida del Maestro Paolo Buonvino.
Dopo i tre CD usciti per l'importante casa discografica americana Centaur Records della Louisiana con le pagine romantiche e tardo-romantiche, il 14 febbraio di quest'anno uscirà l'album che rivelerà pienamente il carattere eclettico e poliedrico dell'artista friulano. “Il titolo del disco è ...Soul Movie... e credo che in modo migliore spieghi l'estro che mi ha spronato a crearlo”, dice Di Bin parlando del progetto contenente dieci brani firmati da lui e quattro cover. “Molti tra i pezzi nascono dalle mie poesie o dai canovacci per i cortometraggi, ed in entrambi i casi la dimensione visiva - un'indole cinematografica se volgiamo - è estremamente rilevante. Ho voluto sfidare me stesso accontentando la mia impellente esigenza di tradurre le immagini nel linguaggio musicale, di coniugarli inscindibilmente. Persino la sì detta musica pura nasce da una esperienza dell'autore, e in fondo a questa vi sono certamente delle immagini.”
Le composizioni, alcune simili alle canzoni senza parole, sono davvero singolarmente icastiche ed evocative, dense di atmosfere e palpabili emozioni. La maniera di trattare il materiale musicale, anche quando di base semplice e immediato, è intelligente, elegante, per nulla scontata. Si avvicina a momenti alle correnti attuali, solo per schivarle attingendo da una profonda esperienza classica, squisitamente intima e personale. “Ogni frase e nota sono marcatamente personali e sinceri, è come se avessi voluto fare una confessione attraverso il pentagramma.” spiega Di Bin. “Basta leggere i nomi dei brani per comprendere che sono radicati negli attimi, per vari motivi indimenticabili, del mio vissuto oppure di quello delle persone a me più vicine: Moi, Attimo di complicità, Le Confessioni, Maternità al Mare... Ci sono il turbamento e la serenità ritrovata, la commozione, l'amore di vari tipi, pure l'ironia pesante, come nel Parassita: tute le emozioni che hanno segnato un periodo della mia esistenza.”
Le elaborazioni degli standard (Smoke Gets In Your Eyes, Bohemian Rhapsody, Hymn To Freedom) sono azzeccatissime, sorprendenti seppure fedeli all'impatto originale. “Si tratta dei classici del loro genere che parlano d'amore in uno stato confusionale. La mia intenzione era di sottolineare negli arrangiamenti il valore dei testi che, evidentemente, amo e sento vicini” conclude l'artista, aggiungendo che il Sogno al Lago di Barcis parla di un evento che ha fatto sciogliere le sue confusioni riguardanti l'amore.

Date 2020